domenica 29 aprile 2012

QUANDO L'ORO DIVENTA SU MISURA

Il talento di Davide Solazzi non smette mai di stupire, il perchè è presto svelato. Indipendentemente dal gusto, quello è assai personale, ciò che vedere non può che esser definito maestria orafa artigiana.


Ancora una volta Davide è riuscito a stupirci con degli altri gemelli disegnati e creati appositamente per un suo cliente. Sono realizzati a mano in oro bianco 750/100 satinato. La ciliegina sulla torta è data da due tormaline verdi.



Da notare la cura con cui, sempre a mano, è stato costruito e curvato l'osso, o snodo, a doppia lastra. Questa curvatura è stata creata per facilitare il posizionamento nell'asola della camicia.

martedì 24 aprile 2012

IL CAPOLAVORO CONTINUA


Qualche giorno fa vi avevamo mostrato in anteprima alcune immagini di Riccardo Freccia Bestetti di una sua scarpa in lavorazione. Queste altre immagini mostrano un'ulteriore passo in avanti in termini di lavorazione. Infatti rispetto alle immagini precedenti queste che vedete sono state solettate andando ad aggiungere il guardolo, cucito interamente a mano. Il guardolo, per i non addetti ai lavori, è quella stiscia di cuoio che vedete intorno al bordo della scarpa. La cucitura fatta a mano da Bestetti va ad unire tomaia, fodera e sottopiede. Al guardolo, nella fase successiva, viene cucita la suola.

giovedì 19 aprile 2012

RICCARDO BESTETTI E LE NUOVE SUE CREATURE

Una cosa è certa: quello che state vedendo non è uno dei tanti mocassini industriali proposti da grandi firme. Questo è un mocassino in coccodrillo su misura costruito interamente a mano da Riccardo Bestetti.



Queste altre immagini invece riguardano un altro modello su misura di Riccardo Freccia Bestetti. Si tratta del modello Gladiator, un giusto paragone con la grande storia dell'antica Roma. Di questa scarpa ne seguiremo tutti i passaggi, fino alla sua finitura.





sabato 7 aprile 2012

PASSAGGIO CRAVATTE e i suoi ultimi manufatti su misura

Passaggio Cravatte è una delle poche realtà in cui non esistono cravatte e accessori già realizzati perchè tutto è su misura. "Come ho già detto - ha affermato Marta Passaggio - non conta la quantità ma la qualità. E per mantenere questo principio a volte siamo anche andari contro corrente e contro le leggi del business. Per noi la qualità è rappresentata e data da 3 elementi: i migliori tessuti, vecchi e non,  presenti sul mercato, ottima e precisa manifattura e servizio su misura".






sabato 31 marzo 2012

IL MAESTRO PIROZZI, TALENTO ALLO STATO PURO


Il suo futuro era incerto ma il suo talento era immenso. Inconsciamente apprese l'arte del fare il sarto e consciamente la sviluppò, sino a farla diventare, a soli diciassette anni, la sua vita. Una vita passata - prima da lavorante e poi da sarto finito - a rincorrere un altro tipo di vita: più agiata, da sempre sognata. La sua formula vincente è stata sempre una sola: abbinare la vocazione, la passione e l'amore verso l'ago e il filo alla testardaggine. Una testardaggine che gli ha permesso, oggi, di poter dire "ce l'ho fatta, rimanendo umile". Ed insieme a questa grande soddisfazione Domenico Pirozzi, meglio conosciuto come Mimmo, ne ha potuta aggiungere un'altra, altrettanto prestigiosa: quella di esser diventato uno dei migliori sarti italiani, capace di mantenere in vita, con orgoglio, la vera sartoria napoletana antica. A lui non importa molto, anzi niente, della quantità. Lui ubbidisce ad un solo "comandamento": quello della qualità. E per raggiungerla è capace di estraniarsi dalla realtà, di chiudere la bottega e di non tener più conto delle ore, come fosse un vero e proprio hobby.

Tant'è che per portare a termine i suoi capolavori non si assume mai la responsabilità di rispettare nessun vincolo di tempo. Da lui vai, ti affidi al suo talento, alla sua maestria, cordialità e solarità; dopodichè non ti resta che aspettare, magari con un pizzico di desiderio. Quello di poter indossare un abito interamente fatto  a mano, creato per non stancare mai, secondo il proprio fisico, i propri gusti e persino secondo i propri vezzi. Ho incontrato Mimmo in un hotel in centro a Milano e dopo una breve colazione siamo saliti in camera per l'intervista vera e propria. Tra l'altro rivelatasi subito una piacevolissima chiacchierata, quasi come fosse un viaggio con partenza nel 1954, data in cui nacque Mimmo, ed arrivo in una stazione particolare: il 2011. Durante questo tour all'interno della antica sartoria napoletana numerose sono state le tappe in cui Domenico Pirozzi fu il vero protagonista. Una volta saliti a bordo del vagone del su misura partenopeo facemmo subito un balzo indietro negli anni, quando Mimmo aveva appena compiuto sei anni, età in cui entrò per la prima volta in una sartoria. Li ci rimase sino a undici anni. Poi ecco la svolta: il treno si fermò ad un'altra stazione, quella della Sartoria Ibiglio.


Per Domenico Pirozzi, infatti, quei sei anni passati in sartoria Ibiglio, fino allo spegnimento delle diciassette candeline, furono fondamentali per la sua formazione. Sin da subito dimostrò il suo genio, il suo talento. Lui era una spanna sopra tutti, tant'è che a diciassette anni era un sarto finito, pronto per lavorare a cottimo. Provenendo da una famiglia non molto agiata il suo obbiettivo era quello di avere successo, economico ovviamente. Però prima dovette andare a fare il servizio di leva. Una volta tornato, era il 1975, a soli vent'anni, decise di aprirne una tutta sua di sartoria. E da li, dal 1975, il nostro treno del Su misura arrivò rapidamente all'oggi, nel 2011. Ma nonostante il passare degli anni, per Mimmo, il tempo sembra essersi fermato negli anni in cui le macchine da cucire e le industrie non esistevano ancora: lui fa tutto ancora a mano. Non siete sicuri? Bé...vi svelo questo aneddoto: mentre io stavo scrivendo, nella sua camera d'hotel, lui era di fronte a me con ago e filo in mano: stava cucendo gli ultimi bottoni. E se non vi bastasse, provate ad andare a trovarlo in quei di Napoli e a guardagli le sue mani: sono tutte rovinate dall'ago.

Maestro Pirozzi mi è stato detto che lei pratica una sartoria un pò strana, di che si tratta?
"Bé io pratico veramente l'antica sartoria napoletana dove tutto viene fatto rigorosamente fatto a mano e dove la spalla è ancora a camicia vera. Per me il vestito non deve essere solo un copri persona ma deve andare oltre, deve essere vivo tanto quanto come una persona".
Ma nello specifico da cosa si vede che quello è un suo abito rispetto ad un altro?
"Dalla manica a mappina o insellata con giro strettissimo, dalla spalla, dalla linea in generale e dall'essere perfettamente aderente al corpo".
E per fare questo suo capolavoro quanto tempo occorre?
"Ah dipende...da quaranta giorni a due anni, tutto sta dal lavoro che devo fare, ma soprattutto dal mio estro. A volte riesco a bloccare tutto il lavoro di sartoria per seguire un capo, una giacca. Tenga conto che stirare un cappotto, con gli antichi ferri da sette chili, ci posso impiegare anche una giornata intera".
 Ovviamente non ha ne sito internet e ne mail. Per andarlo a trovare basta recarsi a Napoli, in Via Chiaia 197. 

martedì 27 marzo 2012

CALZATURE MARINI, 112anni di su misura fatto a mano

Che cos'hanno in comune Gianni Agnelli e Marcello Mastroianni, il Re del Marocco e la Regina Elisabetta II? Le scarpe. Ma non delle scarpe di qualunque marca o modello. No, no. Questi quattro personaggi ai loro piedi idossano solamente scarpe su misura realizzate dalla calzoleria Marini, nel cuore di Roma.

Tutto viene svolto come 112 anni fa, rigorosamente a mano, dalla forma al modello. A portare avanti negli anni questa lunga e prestigiosa cultura della scarpa su misura è Carlo, l'ultimo di una lunga stirpe di Calzolai. Per capire meglio la sua storia, le sue scarpe e i suoi pensieri siamo andati direttamente nel suo laboratorio a fargli qualche domanda.


Signor Marini, le sue scarpe oggi sono sinonimo di qualità suprema. Come nasce e quando si sviluppa questa sua passione per le scarpe su misura?
Nasce circa nel 1960 quando avevo 12 anni. Ogni giorno mi recavo nella nostra bottega storica di famiglia sita in Via Crispi, nel cuore di Roma, a seguire mio padre e mio nonno. All'inizio il mio compito era la lucidatura poi, con l'esperienza, sono passato a seguire la lavorazione, il taglio, fino alla creazione della forma in legno, tutte le varie fasi artigianali che mi hanno portato ad amare quest'arte.
 Cos'è cambiato dalla scarpa che faceva suo nonno a quella che fa lei oggi?
Assolutamente nulla, la lavorazione è la medesima da tre generazioni, con mio figlio sarà la quarta.
 Se avesse solo tre parole per descrivere le sue scarpe quali aggettivi userebbe?
Belle, eleganti e funzionali e cioè le 3 caratteristiche che rendono i prodotti artigianali italiani unici ed immortali nel mondo
 Cosa apprezzano delle sue scarpe i suoi clienti?
La meticolosa lavorazione totalmente a mano, l'estrema comodità, l'unicità della linea "Marini" e la resistenza nel tempo. Le nostre scarpe hanno una durata nel tempo straordinaria grazie al processo artigianale che permette una resistenza inaccessibile ai processi industriali e alla qualità delle pelli che usiamo, che si ravvivano nel tempo, creando un prodotto senza tempo.


Quali sono gli insegnamenti più preziosi ricevuti da suo nonno e da suo padre a livello professionale?
Per raggiungere il nostro livello, nulla deve esser tralasciato. Controlliamo ogni cosa, dalla pelle che deve essere senza imperfezioni, al fondo, sempre armonioso e senza difetti. Tuttavia per soddisfare totalmente le esigenze dei nostri clienti la cosa piu' importante è il comfort, che otteniamo grazie alla misurazione del piede riproducendo la forma. Usiamo ancora forme in legno, come 110 anni fa, le intagliamo a mano e ci costruiamo la scarpa attorno. Finita la scarpa le forme vengono conservate nella nostra bottega in modo da poter essere riutilizzate ogni qualvolta il cliente ne richieda un nuovo paio.  Questo processo, molto lungo e complicato, ci permette di creare calzature su misura assolutamente perfette e comode. 
 Oggi i suoi clienti sono più italiani o internazionali?
La nostra clientela consiste in personalità di spicco della politica, dello spettacolo sia nazionali che internazionali nonchè membri appartenenti alle case reali di tutto il mondo. Per citarne solo alcuni hanno comprato le nostre scarpe la Regina Elisabetta II, il Re del Marocco, Gianni Agnelli, Marcello Mastroianni, Luigi Einaudi e così via. 
Ad oggi la nostra clientela risulta essere suddivisa al 50 e 50 tra italiani e clienti internazionali. Va sottolineato che il cliente europeo rispetto agli altri ha un'attenzione particolare per il dettaglio.
Come vede la calzoleria italiana tra 50anni?
Credo che se l'artigianato italiano vuole durare ancora nel tempo deve tornare alle origini, al minuzioso lavoro che una volta si faceva, che tuttoggi noi ancora facciamo ma che tanti tralasciano, puntando sempre di piu' alla quantita' e perdendo di vista ciò che ha reso il made in italy famoso nel mondo, la qualità.
Qual è il suo sogno per il futuro?
Per quanto riguarda la nostra ditta proseguiremo nel nostro antico modo di lavorare che è sempre lo stesso da 112 anni,puntando sempre di piu' sul "su misura" totalmente a mano, una sorta di devozione nei confronti della nostra arte che a oggi è una delle piu' ricercate al mondo, da Capi di Stato, Reali e personalità di spicco... continueremo ad accompagnarli, passo dopo passo nella loro storia, che oggi è anche la nostra.






mercoledì 21 marzo 2012

BOELLIS, LA SARTORIA DEL CAPELLO SU MISURA

Se avete programmato una vacanza in quei di Napoli e dintorni, o ci dovete andare anche solo per un viaggio d'affari, non potete ripartire senza esser andati dal sarto per i capelli per antonomasia: il barbiere Boellis.


La sua storia inizia nel 1924 a Napoli da Don Antonio, il capostipite. Da quella data ad oggi nulla è cambiato. La barba, i capelli e molto altro ancora viene svolto con la stessa cura e la stessa classe, ma anche la stessa professionalità, con cui si svolgeva nei primi anni del 1900.



Boellis non è uno dei tanti barbieri. No. E' il barbiere per eccellenza di nobili e notabili. Appena si entra si respira quell'aria tipica dei salotti d'altri tempi, dove la storia come per magia riprende a vivere e a consegnare quella bellezza immaginata solo su libri e disegni d'epoca.


Ad accoglierci c'è Michele e la sua gentilezza. Lui è la storia che continua di generazione in generazione. Nel suo salotto non ci sono rumori. C'è una grande orchestra composta da forbici, rasoi e pettini che magistralmente compongono un inno particolare: quello alla gioia del cliente.


Di egual fascino sono le sue fragranze per uomo. Esse sono il frutto di saperi antichi che ormai oggi hanno incotrato il ventunesimo secolo, in termini di abitudini ed esigenze.




Michele Boellis lo potete andare ad incontrare personalmente a Napoli nel suo salotto in via Vetreia a Chiaia 9 al primo piano, in pienissimo centro storico. Oppure se avete voglia di fargli una telefonata potete farlo allo 081/417231. Già dalla sua voce potete iniziare a capire come la storia diventa realtà.